INTERIORS

03 febbraio 2014

Considerazioni sui piccoli spazi

Oggi stavo riguardando le immagini di alcuni spazi che ho intenzione di farvi vedere, e mi sono accorta che quasi tutti hanno in comune le dimensioni ridotte e il tema della scatola, nel senso di spazi creati con altri materiali all'interno di altri spazi. Più che "scatola", la parola adatta è "nido", perchè legata al senso di raccoglimento e di intimità che queste casine mi comunicano (ah, se Freud potesse parlare).

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Ma trattare questi spazi mi porta a fare un'altra considerazione, legata alla mia visione progettuale: disegnare uno spazio abitativo vuol dire creare un ambiente che risponda al meglio sia al modo che al tempo di chi andrà a viverlo. Ecco perchè mi piacciono le piante studiate al dettaglio, soprattutto quando presentano metrature non ampie, perchè tantissime persone si trovano nella condizione di abitare case dalle dimensioni ridotte e mi sembra utile dare spunti a chiunque si trovi a gestire spazi di questo tipo. L'architettura e il design servono a migliorare la vita della gente, e se si perde di vista questo scopo non ha senso fare questo mestiere.

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Bisogna però ammettere che in questo Paese siamo molto ancorati ad una visione un filo tradizionale della casa, nonostante il momento storico che stiamo vivendo ci suggerisca invece di trovare punti di vista e modelli di vita diversi dai precedenti (non è un caso che blog e siti di settore presentino spessissimo progetti di altri Paesi). Quindi valutiamo la comodità delle case in base al numero delle stanze, e poi ci troviamo con tanti piccoli spazi stretti e scomodi. A maggior ragione quando abbiamo pochi metri quadri, un disastro. A volte basta invece abbracciare una visione più creativa dell'abitare per avere risultati sorprendenti. Questo discorso vale soprattutto per mono e bilocali, che hanno per ovvie ragioni maggiori problemi di distribuzione delle funzioni. Per questo tendo a mostrarvi case-nido: spero possa essere di spunto a coloro che magari hanno problemi di spazio e si trovano a passare di qui. 

 Le Cabanon, di Le Corbusier, 1952. (Immagine via)

Poi c'è da dire che in Italia per qualsiasi tipo di intervento che non sia una manutenzione ordinaria bisogna affrontare un iter burocratico che a volte è ridicolo, ma purtroppo tra Uomo e Burocrazia spesso è la seconda a vincere, e noi non possiamo farci niente. Però tenete presente che con qualche accorgimento le case belle possiamo avercele tutti, indipendentemente dalla grandezza, e a volte senza aver bisogno di disponibilità economiche esagerate. 
Concludo dandovi qualche consiglio da addetta ai lavori: 

✗ se vi trovate a dover scegliere una casa, di qualsiasi dimensione sia, cercate di capire come il vostro corpo si sente al suo interno. Sembra una schiocchezza ma la sensazione di comfort è fondamentale per poterla vivere al meglio;

✗ la casa vi deve piacere da vuota: non pensate di poter risolvere le pecche con i mobili e di abbellirlo riempiendolo, perchè se uno spazio è brutto rimane brutto, non c'è niente da fare;

✗ infine, l' elemento più importante di uno spazio, quello che lo caratterizza davvero, quello che vi deve far decidere per un sì o per un no, è la luce. Quando Le Corbusier scriveva che "L'architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico, dei volumi assemblati nella luce" (in Verso un'architettura, 1923) non avete idea di quanto avesse ragione. Ve lo dice una che ha vissuto per 3 anni in un bilocale bello ma buissimo, alla fine stavo impazzendo.

E fatevi un favore: sceglietevi un bravo progettista ;)
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