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28 maggio 2014

Piccoli blog crescono: premio Liebster Award!

Curare un blog non è un'impresa facilissima, soprattutto se si vuole proporre contenuti di qualità, perché è necessario investire tempo ed energie nella ricerca degli argomenti e nella redazione dei post. Ma il piacere che deriva dalla condivisione di una grande passione ripaga moltissimo gli sforzi necessari, e quando qualcuno dei lettori esprime apprezzamento per quello che fai, come dire, godi un casino. Quindi vi annuncio con grande piacere che A Fab Home, che ringrazio davvero di cuore, mi ha assegnato il premio Liebster Award!



Il Liebster Blog Award è un premio virtuale istituito per dare visibilità e riconoscimento ai blog meritevoli, ed è una sorta di testimone che passa di blogger in blogger. Le regole sono facilissime, una volta nominati bisogna:
  • ringraziare e linkare il blog/blogger che ci ha nominati
  • rispondere alle 10 domande poste dal blogger
  • nominare altri 10 blog con meno di 200 follower per spargere la voce (io penso di averne scelto qualcuno che sfora, ma tant'è, mi piacciono!)
  • stilare 10 domande da porre ai blog nominati
  • andare sui singoli blog per comunicare la nomina.

Il blog che mi ha nominata, come dicevo prima, è A Fab Home (grazie ancora!).

Le risposte alle domande:
D: A quale oggetto o arredo della tua casa sei particolarmente affezionata/o?
R: Un vaso in ceramica di un blu bellissimo, che è sempre stato in casa mia. Mia madre ci teneva le perline, e a me sembrava un forziere pieno di cose preziose e luccicanti ogni volta che lo aprivo.
D: L'oggetto che avresti voluto inventare?
R: La lampada Eclisse di Vico Magistretti, la adoro!
D: Quale materiale ti rappresenta di più: legno, carta, metallo, tessuto, …?
R: Tessuto. E' un materiale adattabile, duttile, che può essere reinventato, e direi che fa al caso mio.
D: Il tuo colore preferito?
R: Viola, in questa tonalità
D: Casa in città, campagna, mare o montagna?
R: Città! 
D: Come esprimi la tua creatività?
R: Essendo una interior designer in realtà è nel lavoro che esprimo la mia creatività, che è sempre un mix di ispirazione e tecnica. In ambiti non lavorativi per quanto mi riguarda gli abiti sono un buon mezzo di espressione, soprattutto le scarpe, tanto che sto meditando di darmi anche allo shoe design. Stay tuned!
D: Com'è nato il nome del tuo blog?
R: Dalla semplice riflessione che le case sono microcosmi che si modellano intorno a chi le vive, in cui ogni stanza è uno scenario diverso. Rooms, appunto!
D: Tra gli strumenti del tuo lavoro/hobby cosa porteresti assolutamente con te su un'isola deserta?
R: Carta e penna.
D: Le tue idee le appunti su carta, a mente o usi qualche app/tool particolare?
R: Su carta, e poi al computer nel caso dovessi perdermi i fogli (ma non app, solo programmi di scrittura!).
D: Qual è il tuo stile preferito tra: shabby chic, nordico, etnico, classico, moderno, industriale, ...?
R: Mix tra nordico e industriale!

E ora le mie 10 nomination, tra blog di interior e non, in ordine sparso:

Infine, le 10 domande:
  1. Perchè hai aperto un blog?
  2. Qual è il tuo colore preferito?
  3. Se fossi un oggetto d'arredo, quale saresti?
  4. Come ti piace spendere il tuo tempo libero?
  5. Un libro, una canzone, un film.
  6. Cosa non deve mai mancare nella tua dispensa?
  7. Non smetteresti mai di...
  8. Qual è il tuo sogno nel cassetto?
  9. E la tua passione più grande?
  10. Che oggetto avresti voluto inventare?


26 maggio 2014

Neverending Glory

Si chiama così la linea di lampadari di Lasvit, che rivisita i vecchi chandelier in chiave contemporanea. A me ricordano anche i lampadari a sospensione etnici, ma è indubbio, nonostante non abbiano decorazioni e siano fatti di solo vetro, che la sensazione che danno è di essere preziosità e maestosità. Li hanno disegnati i designer Jan Plechac & Henry Wielgus, ispirandosi alle silhouettes degli chandeliers presenti in cinque dei più importanti teatri e concert halls del mondo: la Scala di Milano, Palais Garnier a Parigi, il teatro Bolshoi di Mosca, il Teatro degli Stati di Praga e la  Metropolitan Opera di New York. E a proposito di NYC, questi lampadari compaiono in un interno che vi avevo mostrato qualche mese fa, e precisamente in questo. Fanno decisamente la loro figura, non trovate?


 Bolshoi

 Teatro alla Scala

 Metropolitan Opera

 Palais Garnier

Teatro degli Stati

Info e immagini trovate su Design Milk.



14 maggio 2014

271 anni prima di Pantone: la guida al colore di A. Boogert

Ho letto questo articolo su Il Post stamattina e l'ho trovato sorprendente: Erik Kwakkel, studioso di libri medievali, ha scovato un testo sui colori nella Bibliothèque Méjanes di Aix-en-Provence, in Francia. Il libro si intitola  Traitè des couleurs servant à la peinture à l'eau ("Trattato dei colori usati per la pittura all'acqua"), e fu scritto dall'olandese A. Boogert nel 1692, ben 271 anni prima della Color Guide di Pantone (pubblicata per la prima volta nel 1963). Il testo consiste in 800 pagine tra scritti, tavole illustrative di moltissime sfumature di colore e procedure per realizzarle. Una vera e propria guida al colore ante litteram! Penso che farà piacere a tutti gli appassionati di colore poter "sfogliare" il testo integrale a questo link, io qui vi posto alcune immagini prese dal sito This is Colossal.







English text

I read this article on Il Post this morning and I found it surprising: Erik Kwakkel, a scholar of medieval books, found a text about colors in the Bibliotheque Méjanes of Aix-en-Provence, France. The book is titled Traité des couleurs servant à la peinture à l'eau ("Treatise on the colors used for painting water"), and was written by Dutch A. Boogert in 1692, 271 years before the Pantone Color Guide (published for the first time in 1963). The text consists of 800 pages of handwritten, illustrative boards of various shades of color and procedures to realize them. A real color guide ante litteram! I think that it will please all color lovers to "browse" the full text at this link, here I will post some pictures taken from the website This Is Colossal.


13 maggio 2014

L'oggetto del desiderio di oggi: Colibrì Chair

La lettura delle millemila newsletter che campeggiano nella mia casella di posta oggi è stata fruttuosa: questo progetto ha subito catturato la mia attenzione per la sua semplicità ed eleganza. Sto parlando della Colibrì Chair che il designer svedese Markus Johansson ha progettato per Hansk. Si tratta di una rivisitazione contemporanea delle classiche sedie con schienale in legno, ed è totalmente personalizzabile sia nelle finiture che nella tipologia di seduta e braccioli. Io conoscevo Johansson per altri due suoi lavori, le sedie NestZig Zag, che compaiono spesso sulle riviste di settore, e l'ho sempre trovato un raffinato interprete di quel gusto nordico che va molto di moda oggi. Trovo infatti che i suoi oggetti abbiano personalità e diano un senso di calore domestico pur restando essenziali nel disegno, che non è una combinazione facile da raggiungere. 





La newsletter incriminata è quella di Design Milk, che rimane uno dei miei pusher preferiti di design contemporaneo.


English text

The reading of the many newsletter that stand out in my inbox today was fruitful: this project immediately caught my attention for its simplicity and elegance. I'm talking about Colibrì Chair, that Swedish designer Markus Johansson designed for Hansk. It is a contemporary reinterpretation of the classic chairs with wooden back, and is fully customizable both in finishes and in the type of seat and armrests. I knew Johansson for two of his works, the Nest chair and the Zig Zag chair, which often appear on magazines, and I've always found him a fine interpreter of the Nordic taste that is very fashionable today. Its objects have personality and give a sense of home comfort while remaining essentials in the design, which is not an easy combination to achieve.
The indicted newsletter was Design Milk's, which remains one of my favourite contemporary design's pusher.


08 maggio 2014

L'innovazione e il Comfort: Vismara Vetro

Il Salone del Mobile è terminato ormai da quasi un mese, e si cominciano a tirare le somme sui nuovi trend e sulle novità che caratterizzeranno i mesi a venire. I numeri di Aprile e Maggio delle riviste di arredamento sono quelli più attesi per scoprire quali sono i progetti più innovativi, ma sui portali web si può trovare  già molto di quello che si è visto alla design week più importante dell’anno. E non solo: una delle cose più interessanti, per chi come me fa l’interior designer e anche per chi è appassionato del settore, sono le video interviste. Ascoltare direttamente i punti di vista e le opinioni di progettisti o titolari/referenti delle aziende, ci permette infatti di capire in che direzione si stia muovendo l’interesse generale nei confronti del design. Visto che ormai sapete quanto mi sia caro il tema del Made in Italy, vi segnalo una iniziativa del portale arredamento.it che ha realizzato una serie di video interviste ai portavoce di molte importanti aziende del panorama italiano. Potete trovarle visitando la nuova sezione i protagonisti del design, e vi consiglio di dare un’occhiata perché nei loro “racconti” c’è un pezzo della tradizione artigianale del nostro Paese, che va sempre nella direzione dell’innovazione. Ed è proprio per il tema dell’innovazione che vorrei segnalarvi in particolare la video intervista ad Elia Vismara, A.D. di Vismara Vetro, azienda storica (esiste dal 1947) leader nella produzione di cabine doccia. Per quest’azienda il design, la tecnologia e la funzionalità si esprimono con la semplicità di materiali come vetro e alluminio, dando al progetto finale un carattere deciso, raffinato e soprattutto personalizzato (le combinazioni a listino sono moltissime). Nell’intervista si parla di due progetti in particolare: la doccia Twin “MINI”, adatta ai piccoli spazi, che grazie ad un vano estraibile e strutturalmente legato alla parte fissa della cabina sfrutta lo spazio del bagno normalmente inutilizzato; e una tecnologia ancora in fase di perfezionamento che consente ai pannelli in vetro della cabina doccia di scorrere su un cuscinetto magnetico invece che sui soliti binari, col risultato di non avere attrito, usura e senza necessità di manutenzione. La ricerca dell’innovazione va quindi nel senso della qualità del progetto e del prodotto finale, ma è anche attenzione nei confronti dei nuovi stili di vita per garantire la soddisfazione delle esigenze e delle richieste del cliente.
Tutto questo in un’unica azienda, non male no?!



English Text

The Salone del Mobile is finished for almost a month, and everyone starts to draw conclusions about the new trends and new products that will characterize the coming months. The  April and May issues of decor magazines are expected to find out which ones are the most innovative projects, but on the web portals you can find a lot of what we saw at the most important design week of the year. And not only: one of the most exciting things for people like me who work as an interior designer and also for those who are passionate about interiors are the video interviews. To hear directly the point of views and opinions of developers or owners / representatives of the companies, in fact, allows us to understand in which direction the general interest about  design is moving. Now that you know how much I cherish the theme of Made in Italy, I report to you an initiative of arredamento.it web-portal, that realized a series of video interviews with spokespersons of many important companies in the Italian market. I recommend you take a look because their "stories" are a piece of traditional Italian craftsmanship, which always goes in the direction of innovation. And is precisely about the theme of innovation that I’d like to show you the video interview with Elia Vismara, AD of Vismara Vetro, historical company (there since 1947 ), a leading manufacturer of shower enclosures . For Vismara Vetro design, technology and functionality are expressed with simplicity of materials such as glass and aluminum, giving to the final project a character, sophistication and above all personalization ( the combinations are many). In the interview he talked about two projects in particular : the shower Twin “MINI", suitable for small spaces, thanks to a removable compartment structurally linked to the fixed part of the cabin, which uses the bathroom space normally unused; and a technology that is still to be refined that allows glass panels of the shower cabin to slide on a magnetic pad instead of the usual rails, with the result of not having friction, wear and maintenance-free. The quest for innovation thus goes in the sense of the quality of the project and of the final product, but also attention towards new lifestyles to ensure the satisfaction of the needs and demands of the customer .
All this in a single company, not bad isn’ it?
06 maggio 2014

Mix&Match Parigino

L’emergenza layout del blog per fortuna è rientrata.  Ho dovuto “smanettare” per qualche giorno perché non ne so molto di linguaggi di programmazione, e una volta capito che non posso produrre sul web quello che ho in testa con le mie sole forze (sigh!) ho optato per un template facile da installare e all’occorrenza da modificare. Carino vero?
Ma tornando alle cose che ci interessano, mi sono accorta che tra Saloni e Fuorisaloni e Congiunzioni Cosmiche non pubblico un interno da un sacco di tempo. Quindi rimedio subito!
L’appartamento di oggi si trova a Parigi, ed è stato completamente rinnovato dal suo eclettico proprietario, il visual director Jean-Christophe Aumas. Ed “eclettico” è il termine più corretto per descrivere questa abitazione, nella quale Aumas ha saputo mescolare sapientemente pezzi di design dalle linee pulite e dettagli decò, legno e metallo, colori profondi e bianco assoluto. Il risultato è un insieme di eleganti contrasti, in cui spicca l’uso della finitura oro, che nonostante sia considerata invasiva io amo molto perché fa subito Grande Gatsby  (che non ho visto – mea culpa – ma ‘nzomma ho letto il libro e l’atmosfera, nella sua decadenza, mi sembrava dorata).

 Il legno al naturale è in contrasto con il mobile in metallo dorato. Da notare l'assenza del battiscopa, che accentua ancora di più il contrasto shabby/sofisticato.
The natural wood is in contrast with the furniture in gold metal. Note the absence of the baseboard, which further accentuate the contrast shabby / sophisticated.

La cucina è un insieme di pezzi su misura (il bancone è un parallelepipedo rivestito con piastrelline di marmo) e pezzi di design storico (gli sgabelli sono di Charlotte Perriand). Si vede pochissimo, ma nell'angolo in basso a destra dell'immagine si nota la presenza del parquet, che convive felicemente con le marmette. Bella la composizione delle luci sul piano cottura, idea semplice da realizzare ma dal grande impatto visivo. La parete di fondo è tinteggiata con un verde scuro che la fa sembrare bidimensionale, come una quinta scenica. 
The kitchen is a collection of tailored pieces (the counter is a box covered with small tiles of marble) and pieces of historic design (stools are Charlotte Perriand's). You see very little, but in the lower right of the image you notice the parquet, who lives happily with tiles. Beautiful composition of the lights on the stove, the idea is easy to achieve and has a high visual impact. The back wall is painted with a dark green which makes it look two-dimensional, as if it were a scenic backdrop.

Bianco assoluto delle pareti e colore scuro degli arredi. Le due sedute, una dal sapore nordico e l'altra di gusto decò, sono separate dal paravento Brick di Eileen Gray
Absolute white walls and dark furniture. The two sittings, one with a nordic flavor and the other with a decò taste, are separated by Eileen Gray's screen Brick.

Particolare del divano. Le luci sono in metallo verniciato di bianco, e si amalgamano alle pareti.
Detail of the sofa. Lights are painted in white, and they match perfectly with the walls.

Sala da pranzo. Tavolo e sedie sono in metallo, vetro e pelle, esattamente l'opposto del divano di prima. Il passaggio verso l'altra stanza è sottolineato da una tinta blu acceso, che sembra quasi una indicazione.
Dining room. Table and chairs are made ​​of metal, glass and leather, just the opposite of the couch of the previous image. The passage towards the other room is highlighted by a blue tint, that seems an indication.

I ceppi di legno sono accatastati in modo casuale al camino d'epoca, ma i tocchi di colore li rendono quasi una installazione.
The logs are piled randomly at the ancient fireplace, but the touches of color make them almost an installation.

Il mobile vintage è accostato ad una parete tinteggiata di nero. Anche qui, come in cucina, il muro diventa come un foglio bidimensionale contro cui gli oggetti assumono tridimensionalità. La bidimensionalità è accentuata dal motivo grafico dei triangoli blu in alto a destra. 
The vintage furniture is juxtapose the wall painted black. Here, as in the kitchen, the wall becomes like a two-dimensional sheet against which objects take on three-dimensionality. The two-dimensionality is accentuated by the graphic motif of blue triangles in the upper right.

Dettaglio del pavimento della cucina (se ne volete sapere di più potete leggere un mio post precedente su marmette e cementine).
Detail of the kitchen floor (if you want to know more you can read my previous post on marble tiles and cement tiles).

Questo progetto mi ha colpito particolarmente per la straordinaria capacità del proprietario di mischiare stili così diversi ottenendo un risultato così omogeneo, in cui ogni pezzo è valorizzato nella sua unicità.
Se volete saperne di più potete leggerne tutti su Dwell, da cui ho preso le immagini.

Le foto sono di Christian Schaulin.


English text

The  blog’s layout emergency is fortunately came back. I had to " tweak" for a few days because I don’t know much about programming languages, and once understood that I can’t produce on the web what I have in my head with my own strength ( yuck ), I opted for an easy-to- install-and-to-change template. Cute isn’t it?
But back to what we are interested in, I realized that between the Fuorisalone and Salone and Cosmic Conjunctions, I haven’t talked about an interior for a long time. So, here we are!
The apartment I’m going to talk about is located in Paris, and has been completely renovated by its eclectic owner , the visual director Jean -Christophe Aumas . And "eclectic" is the correct term to describe this house , in which Aumas has been able to skillfully mix design pieces with clean lines and decò details, wood and metal , deep colors and pure white. The result is a collection of elegant contrasts , which features the use of the gold finish, thet I love even though it is considered invasive because it has this Great Gatsby allure (which I have not seen - mea culpa - but I read the book and the atmosphere ,in its decadence, seemed to me golden).
I was particularly touched by  this project  because of the extraordinary ability of the owner to mix different styles and getting a so homogeneous result, where each piece is enhanced in its uniqueness.
If you want to know more about this apartement you can read the article on Dwell, from which I took the pictures (all by Christian Schaulin).